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Monday, 27 February 2012

I dialetti/Dialects in Italy

I dialetti

Prima della conquista romana e della diffusione del latino, le diverse aree italiane erano abitate da popolazioni diverse, al nord vivano tribù celtiche (il nord Italia era chiamato Gallia cisalpina), venete e liguri, al centro Etruschi e Osco-Umbri, al sud greco-italici. Ognuna di queste popolazioni parlava lingue molto diverse che hanno influenzato il latino parlato nelle varie regioni, evolutosi poi nei "dialetti" che sono parlati ancora oggi.


Mappa che mostra le regioni diversi dove i dialetti sono parlati/Map showing the different regions where dialects are spoken.

Durante l'unificazione d'italia, la differenza linguistica tra regioni italiane era ancora molto evidente. Alessandro Manzoni sosteneva l'idea di sviluppare una lingua nazionale partendo dal vernacolo fiorentino, considerato prestigioso dato che Dante, Machiavelli, Boccaccio e Petrach l'hanno utilisato per scrivere I loro capolavori. L'italiano standard, però, non è mai stato identico al dialetto toscano.


La Divina Commedia di Dante

Gradualmente la lingua italiana è diventata più diffusa. Fino alla seconda guerra mondiale, quelli che non potevano permertersi di andare a scuola parlavano nel loro dialetto regionale/cittadino. Oggi sono gli anziani a ricorrere (to revolve to) maggiormente al dialetto. Per ragioni storiche, culturali e politche, allla maggior parte dei dialetti non è stato dato lo status di lingua ufficiale, malgrado siano molto diversi all'italiano.

Se si va in italia, è molto facile imbattersi nei dialetti, specialmente se si va in campagna. Sono spesso completamente diversi, o almeno, difficile da capire. Ora però, molti dialetti sono riconosciuti di UNESCO come lingue in pericolo. Comunque, è un argomento controverso.





Cremonese

E' un dialetto appartenente al gruppo gallo-italico, parlato in alcuni comuni della provincia di Cremona. Caratteristica peculiare della pronuncia del dialetto cremonese è la vastissima presenza di vocali lunghe, che conferisce alla parlata cremonese la tipica cadenza cantilenante. E' chiaro che il dialetto cremonese, come molti dialetti del nord, assomiglia molto al francese. Per esempio, dicono 'pomme' invece di 'mela', c'è la stessa distinzione tra I suoni 'ou' e 'u' che esistono nella lingua francese.

Alcuni vocaboli del cremonese subiscono il fenomeno della sincope, cioè prevedono la caduta delle vocali non accentate (es. stemàana per "settimana", oppure létra per "lettera")


La bella città di Cremona/The beautiful city of Cremona

Una frase cremonese

ööh la pèpa: questo si dice quando qualcosa è molto interessante, è un po' come 'wow'
ho incontrato quest'espressione a cremona, ma è anche comune in altre città del nord, come mantova e Brescia.

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Dialects in Italy

Before the Roman conquest and the spreading of Latin, the different areas of Italy were inhabited by a variety of different populations; in the North there were Celtic tribes (the North of Italy was called Gallia cisalpina), those from Veneto (Venete) and those from Liguria (Liguri), in the centre there were the Etruscans and Osco-Umbrians, whilst in the South lived the Greco-Italics. Each of these different populations spoke languages very different from one another, which influenced the Latin spoken in the various regions, which evolved into the 'dialects' which are spoken today.

During the Italian Unification, the linguistic variance between Italian regions was still very evident. Alessandro Manzoni supported the idea of developing a national language based upon the Florentine vernacular, which was considered prestigious considered that Dante, Machiavelli, Boccaccio and Petrach used it to write their masterpieces. It is important to bear in mind, however, that Italian standard has never been identical to the Tuscan dialect.

Gradually the Italian language became more widespread. Until the second world war, those who could not afford to go to school spoke in their regional dialects. Today, generally the elder generations are the ones who keep using these local dialects. For cultural, historical and political reasons, the majority of dialects have not been given the status of official languages, despite being very different from Italian.

If you go to Italy, it is likely that you will come across dialects, especially if you visit the countryside. They are often completely different, or at least, difficult to understand. Now, however, many dialects have been recognised by UNESCO as endangered languages. Though this is a controversial topic.

Cremonese

Cremonese is a dialect belonging to the group gallo-italico, spoken in several municipalities in the province of Cremona. A peculiar characteristic of the pronunciation of Cremonese dialect is the frequent appearance of long vowels, which give spoken Cremonese that typical singsong rhythm. It is clear that Cremonese dialect, like many dialects of North Italy, bears much resemblance to French. E.g. In Cremonese 'pomme' is said instead of 'mela'. There is also the same distinction between the sounds 'ou' and 'u' that exists in French. Some Cremonese words undergo the syncope phenomenon, which involves the loss of unstressed vowels (eg stemàana "settimana", or letra "lettera").

A typical Cremonese phrase

ööh la pèpa: This phrase is said when something is very interesting, it would seem to be like 'wow' in English. Though I first came across this phrase in Cremona, I have noticed that exists (perhaps in various forms) in numerous parts of the North, including Mantova, Brescia and Bologna.

2 comments:

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    1. I was very thankful for your reply, but why did you remove it?

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